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Olimpiadi, lavorare senza divisioni

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«Un ritorno al punto di partenza – la candidatura di Cortina, a cui avevamo già offerto il nostro sostegno in luglio – arricchito dall’abbinamento con Milano: ora dobbiamo lavorare senza divisioni per portare le olimpiadi invernali del 2026 in Italia». Gerardo Colamarco, segretario generale di UIL Veneto, commenta così l’ufficializzazione della candidatura Milano-Cortina. «Bisogna dare atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia di non aver mai abbandonato la partita, accettando la condivisione del progetto con Milano e Torino prima e lavorando per l’accoppiata tra Lombardia e Veneto poi. Come organizzazione sindacale vogliamo sottolineare l'impatto positivo che un evento del genere potrà avere sull'economia e soprattutto sull'occupazione: un'occasione che non possiamo farci sfuggire».

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Sicurezza, pronti alla mobilitazione

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Questa mattina, nell'auditorium dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, oltre 500 tra delegati, rappresentanti della sicurezza, lavoratrici e lavoratori di tutta la Regione hanno animato l'Assemblea di Cgil, Cisl e Uil del Veneto: "Lavoro, Prevenzione, Sicurezza: dalle parole ai fatti. Istituzioni e Imprese facciano la loro parte".

Il segretario generale della Uil Veneto, Gerardo Colamarco, ha invitato i presenti ad alzarsi in piedi e rispettare un minuto di silenzio in memoria delle vittime di infortuni sul lavoro.

«Se dovessimo dedicare un minuto di silenzio per ogni persona vittima di un incidente sul lavoro in Veneto nel corso del 2018, dovremmo restare in silenzio per un’ora e nove minuti. Sì, perché nel 2018, a perdere la vita, sono state 69 persone nella nostra regione (quasi 800 in tutta Italia). Un triste primato, che pone il Veneto tra le regioni in cui si muore di più (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Non ci sono morti di serie A e morti di serie B, ma sicuramente l’incidente alle Acciaierie Venete del maggio 2018 era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. In quella occasione erano morti due operai e altri due feriti porteranno per sempre i segni di quell’incidente. All’azienda, durante il processo – è stata contestata la violazione delle norme per la tutela della salute e della sicurezza in ambiente di lavoro, «reati commessi nel loro interesse e vantaggio vista la necessità di contenere costi produttivi, lo scopo di accelerare i tempi e i ritmi di lavoro con il fine di aumentare la produttività». È inaccettabile che ci siano datori di lavoro che pur di incrementare i profitti mettono in gioco la vita dei propri dipendenti. Seguiremo le vicende processuali, consapevoli che – nel caso di dolo – le pene debbano essere inasprite. Riflettiamo se non sia arrivato il momento di modificare la legge equiparando la violazione delle norme per la sicurezza negli ambienti di lavoro a quelle dell’omicidio stradale». 

Sulla scia di quella tragedia e della mobilitazione unitaria di Cgil Cisl e Uil Veneto, la Regione Veneto ha predisposto il “Piano Strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori”, firmato nel luglio del 2018 a Venezia e con orizzonte di applicazione 2018-2020.

«Oggi, a metà di questo periodo, siamo a esaminare gli otto punti che compongono il piano, per capire assieme a che punto siamo. Purtroppo di strada da fare ce n’è ancora molta. Cgil Cisl e Uil del Veneto chiedono dunque che il presidente Zaia e gli assessori competenti convochino al più presto il tavolo di monitoraggio e diano risposte a tutti i lavoratori. E’ sia ben chiaro che su questi argomenti non accetteremo lungaggini o vaghe risposte, ci auguriamo che da subito ci sia una convocazione, altrimenti chiameremo i lavoratori alla mobilitazione».

Qui sotto la relazione integrale del segretario Colamarco.

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