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MORTE BIANCA

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Nella calda estate del 21 Luglio, nei pressi del Porto di Marghera un operaio di 52 anni viene colpito dal getto di una pompa idraulica.

Per la persona in questione non c'è stato nulla da fare, inutili gli interventi.

 

La Uil Veneto è vicina ai familiari dell'operaio morto. Il triste computo delle morti bianche non si arresta. L'incidente di Porto Marghera di oggi porta purtroppo il Veneto sul podio tra le regioni con il maggior numero di decessi nel 2015: gli ultimi dati - riferiti ai primi cinque mesi dell'anno - riportano già 25 infortuni mortali, il 10% di tutti quelli che avvengono in Italia. Mi auguro che il periodo estivo non rappresenti un alibi per nessuno: occorre al più presto fare il punto sulla sicurezza sul lavoro con la Regione e con gli altri enti competenti, perché si inverta questa drammatica tendenza.  

Gerardo Colamarco, segretario generale Uil Veneto

 

 

 

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Il Piano per la Sicurezza

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«Bisogna dare atto alla Regione Veneto e al presidente Luca Zaia dell’impegno profuso in questo periodo su un tema così delicato come quello della sicurezza sul lavoro».
Gerardo Colamarco, segretario generale Uil Veneto, commenta così la firma del Piano Strategico sulla Sicurezza, avvenuta oggi a Venezia.
«La Regione ha tradotto gli impegni presi nei mesi scorsi in fatti concreti, dopo la drammatica crescita di infortuni mortali. Vogliamo ringraziare anche i collaboratori del presidente Zaia, che hanno saputo trasmetterle le ultime indicazioni dei sindacati e che ci hanno permesso di trovarci qui oggi e a condividere in pieno il piano strategico».
Il Piano utilizzerà le risorse stanziate a fine 2017 a favore delle Ulss venete intervenendo, con una prima misura, con l’assunzione di 30 tecnici al fine di rafforzare le attività degli Spisal. Inoltre si incrementano gli interventi di vigilanza nelle aziende da sottoporre a controllo per il triennio 2018-2020: più rispetto al 2017.
«È importante l’investimento nella formazione e nell’informazione, utilizzando anche le risorse provenienti dal pagamento delle sanzioni. Così come merita di essere sottolineato il consolidamento delle sinergie tra Spisal, Rlst e Rls. Con questo piano strategico ci auguriamo una riduzione degli infortuni ma soprattutto un abbattimento di quelli mortali, che purtroppo negli ultimi mesi hanno dato il primato negativo alla nostra regione».
In conclusione, il segretario Colamarco ha chiesto «un maggiore coinvolgimento operativo del Comitato Regionale di Coordinamento sulla Sicurezza. Chiediamo che le associazioni datoriali s’impegnino, anche con risorse economiche, sui temi della formazione prevenzione e informazione».

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Sicurezza, pronti alla mobilitazione

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Questa mattina, nell'auditorium dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, oltre 500 tra delegati, rappresentanti della sicurezza, lavoratrici e lavoratori di tutta la Regione hanno animato l'Assemblea di Cgil, Cisl e Uil del Veneto: "Lavoro, Prevenzione, Sicurezza: dalle parole ai fatti. Istituzioni e Imprese facciano la loro parte".

Il segretario generale della Uil Veneto, Gerardo Colamarco, ha invitato i presenti ad alzarsi in piedi e rispettare un minuto di silenzio in memoria delle vittime di infortuni sul lavoro.

«Se dovessimo dedicare un minuto di silenzio per ogni persona vittima di un incidente sul lavoro in Veneto nel corso del 2018, dovremmo restare in silenzio per un’ora e nove minuti. Sì, perché nel 2018, a perdere la vita, sono state 69 persone nella nostra regione (quasi 800 in tutta Italia). Un triste primato, che pone il Veneto tra le regioni in cui si muore di più (dopo Lombardia ed Emilia Romagna). Non ci sono morti di serie A e morti di serie B, ma sicuramente l’incidente alle Acciaierie Venete del maggio 2018 era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. In quella occasione erano morti due operai e altri due feriti porteranno per sempre i segni di quell’incidente. All’azienda, durante il processo – è stata contestata la violazione delle norme per la tutela della salute e della sicurezza in ambiente di lavoro, «reati commessi nel loro interesse e vantaggio vista la necessità di contenere costi produttivi, lo scopo di accelerare i tempi e i ritmi di lavoro con il fine di aumentare la produttività». È inaccettabile che ci siano datori di lavoro che pur di incrementare i profitti mettono in gioco la vita dei propri dipendenti. Seguiremo le vicende processuali, consapevoli che – nel caso di dolo – le pene debbano essere inasprite. Riflettiamo se non sia arrivato il momento di modificare la legge equiparando la violazione delle norme per la sicurezza negli ambienti di lavoro a quelle dell’omicidio stradale». 

Sulla scia di quella tragedia e della mobilitazione unitaria di Cgil Cisl e Uil Veneto, la Regione Veneto ha predisposto il “Piano Strategico per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori”, firmato nel luglio del 2018 a Venezia e con orizzonte di applicazione 2018-2020.

«Oggi, a metà di questo periodo, siamo a esaminare gli otto punti che compongono il piano, per capire assieme a che punto siamo. Purtroppo di strada da fare ce n’è ancora molta. Cgil Cisl e Uil del Veneto chiedono dunque che il presidente Zaia e gli assessori competenti convochino al più presto il tavolo di monitoraggio e diano risposte a tutti i lavoratori. E’ sia ben chiaro che su questi argomenti non accetteremo lungaggini o vaghe risposte, ci auguriamo che da subito ci sia una convocazione, altrimenti chiameremo i lavoratori alla mobilitazione».

Qui sotto la relazione integrale del segretario Colamarco.

RELAZIONE

 

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